Il progetto nasce dall’esigenza di rispondere alla Raccomandazione 2022/553 della Commissione Europea, che definisce i livelli massimi di alternarioli nei prodotti trasformati a base di pomodoro. Poiché le coltivazioni orticole finora non sono state coinvolte nella gestione delle micotossine, le aziende agricole risultano prive di informazioni e strategie efficaci per contenerle. Si rende quindi necessario individuare le migliori pratiche da adottare in campo per ridurre la contaminazione da alternarioli nei pomodori, tutelando al contempo la qualità del prodotto italiano.
L’obiettivo principale del progetto è quello di individuare i punti più critici della filiera del pomodoro rispetto alla contaminazione da alternarioli e a definire misure efficaci per ridurla, nel rispetto dei livelli indicati dalla Raccomandazione europea EU 2022/553. Le azioni si concentrano principalmente sulla fase di produzione in campo, analizzando l’influenza delle condizioni meteorologiche, la suscettibilità delle varietà di pomodoro più diffuse e le pratiche agronomiche adottate, incluse tecniche innovative come l’uso di droni. Viene inoltre considerata la fase di trasformazione, valutando come la cernita e i vari passaggi tecnologici influenzino la presenza di micotossine nei prodotti finali come salse, passate e concentrati.
36 mesi (01/11/2024 – 31/10/2027)
