Soluzioni innovative per la valorizzazione degli scarti di filiera (ZOOTECNICA, PARMIGIANO REGGIANO, CANAPA, ORTOFRUTTA)

Ogni giorno giornali, Tv e social media ci raccontano che l’agricoltura e l’allevamento intensivi sono tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra, e questo aspetto è ancora più di impatto nella nostra Regione, che dell’agroalimentare fa un suo fiore all’occhiello.  Anche per questo l’agricoltura moderna non può più permettersi di sprecare risorse ed energia, e l’agricoltore moderno deve avere gli strumenti per capire dove si può intervenire per alleggerire gli impatti.

 

Questo sarà l’argomento di un importante incontro formativo organizzato dai Gruppi Operativi attivi sul territorio delle province di Piacenza e di Parma, che vedono ricercatori e operatori lavorare insieme. L’incontro si svolgerà il 21 gennaio presso il Centro di formazione Tadini a Gariga di Podenzano

 

L’argomento principale su cui si articolerà l’incontro è molto semplice: I residui delle colture e delle lavorazioni non sono rifiuti, e non dobbiamo trattarli come se lo fossero, contengono infatti materia organica, energia e carbonio, sostanze chimiche, potere nutritivo e questo li rende valide fonti per un completo riutilizzo, nell’ottica della economica circolare. Il contesto è quello dei principali settori produttivi della nostra regione (ortofrutticolo, lattiero-caseario, zootecnico) a cui si aggiunge un settore di particolare interesse per la diversificazione colturale e produttiva dell’Emilia Romagna: quello delle colture multifunzionali a basso impatto, come la canapa industriale.

I Gruppi Operativi illustreranno le loro esperienze sul campo, e nei laboratori, per raccontare il potenziale innovativo di questo approccio “circolare”. Mostreranno come a partire da residui, scarti o addirittura rifiuti dei processi produttivi si possano ricavare sostanze utili, anche ad alto valore aggiunto. Si affronterà in particolare anche il problema dei liquami e digestati, che sono così difficili da utilizzare al 100% nella fertilizzazione dei campi, illustrando un prototipo di concentratore che ne estrae sali di ammonio. Si spiegherà come tutto il materiale residuo e non più sfruttabile per la produzione, possa essere sottoposto a pirolisi, un processo di decomposizione termica a 400-600°C in presenza di una quantità limitata di ossigeno. La pirolisi oltre a permettere un recupero a fini energetici, produce ammendanti impiegabili a fini agronomici, soprattutto il biochar, che sequestra il carbonio in forma stabile limitando le emissioni in atmosfera dei gas serra.

Inoltre, si parlerà di come si possono sfruttare le larve di alcuni insetti per degradare grandi quantità di residui organici, in tempi relativamente brevi, con la produzione di biomassa larvale ad elevato contenuto proteico e lipidico, utilizzabili a scopo mangimistico e/o per la produzione di biocombustibili.

Un esempio di queste applicazioni riguarderà anche la filiera della canapa industriale, coltura ideale per lo sviluppo di una green-economy basata sulla produzione biologica di fibre tessili e materie prime per l’industria alimentare completamente “made in Italy”.

A conclusione dell’evento, prima di un momento conviviale con buffet, si discuterà degli aspetti economici e dei possibili benefici per gli agricoltori.

L’evento sarà organizzato da cinque Gruppi Operativi, che sono stati finanziati dalla Regione Emilia-Romagna (Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020), proprio per soddisfare la necessità di valorizzare e recuperare tutti i residui derivanti dalla filiera agro-alimentare, ma anche altri scarti organici, in modo innovativo e sostenibile nell’ottica di un’economia sempre più circolare.

 

Evento accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Piacenza per 0,375 CFP.